Dalla rivista Subvertising ecco un esempio di ambush marketing una tra le tecniche maggiormente "di guerriglia" tra quelle del marketing non convenzionale per la sua caratteristiche di imprevedibilità, mimetismo ed efficacia nella guerra per la visibilità mediatica tra i brand. Il marketing d’imboscata, o ambush marketing, consiste infatti nell’infiltrare elementi di una comunicazione pubblicitaria di una determinato brand all’interno di un evento già sponsorizzato da altre aziende.
Ecco infatti quanto successo ad Aarhus in Danimarca, durante una maratona che ha interessato 6.000 donne, a 100 metri dalla partenza, un uomo, con indosso una t-shirt firmata Axe, ha attraversato le transenne e, sotto gli occhi dei presenti, si è spruzzato addosso il noto deodorante, ha continuato poi la corsa dando la netta impressione che le donne presenti lo stessero seguendo per via dell’effetto Axe.
Siamo tutti Saviano, al punto da prenderne perfino il cognome: questo è il messaggio che una ventina di giovani ha voluto lanciare a Milano, coprendo i muri della centrale via San Vincenzo con le gigantografie dei loro ritratti. Sotto ogni viso il nome di battesimo di ciascuno seguito dal cognome dello scrittore anticamorra. A compiere il blitz non è stata un'associazione o un'organizzazione politica: si è trattato di una iniziativa spontanea nata dal passaparola di un gruppo di ragazzi accomunati soltanto dal progetto di un blog Savianocontinua.blogspot.com e dalla speranza che l'esperimento possa essere replicato anche in altre città.
Guarda anche il video.
Questa volta la guerriglia si sposta a Roma, in zona Eur, per pubblicizzare una fiction tv sulla Banda della Magliana che andrà in onda su Sky. Quattro busti in polistirolo che raffigurano i quattro boss della famigerata banda sono spuntati nella notte di fronte al Palazzo della Civiltà del lavoro. Dopo l'intervento del sindaco di Roma i busti sono stati immediatamente rimossi, ma l'effetto e la copertura mediatica sono stati comunque garantiti.
Questo il video dell'installazione notturna.
E questi i video del giorno dopo video n.1.video n.2.
Una ventina di attivisti dell'organizzazione PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) si sono radunati a Bruxelles, dinanzi al Parlamento Europeo, per protestate contro l'utilizzo di fondi europei, circa 20 milioni di euro l'anno, per l'organizzazione di corride in Spagna.
Con false banderillas conficcate nella schiena e falsi rivoli di sangue, in perfetto stile guerrilla marketing. (Clicca per quì per il video)
A volte, utilizzando alcune tecniche di guerrilla marketing, come ad esempio il floorgraphic, si riescono ad ottenere degli effetti veramente stupefacenti.
Un esempio ci viene da quest'azione realizzata nella stazione centrale della metropolitana di Stoccolma. Si vuole promuovere la versione svedese dell'opera Orphèe.
Sabato 22 settembre 2007 (con inizio alle 10,00) nella Sala Libero Grassi di Palazzo dei Chierici a Catania, l’assessore allo Sviluppo Economico Elita Schillaci, organizzerà la prima giornata del progetto “Leadership creativa al servizio della città”.
Per la prima volta nella città etnea un workshop vedrà riuniti attorno a più tavoli di lavoro circa 30 giovani d’eccellenza i quali, pur operando in settori e contesti professionali diversi e, in molti casi, in città e regioni diverse da Catania e dalla Sicilia hanno mantenuto un forte legame con il territorio d’origine e desiderano impegnarsi per tentare di migliorarlo, mettendo a disposizione della città le loro competenze ed il loro tempo senza alcun compenso.
Tutti assieme, quindi, in una logica politica trasversale che dà più valore alle competenze che alle appartenenze partitiche – per contribuire a programmare un piano d’interventi per il rilancio della realtà territoriale.
L’incontro, che avrà inizio la mattina per proseguire fino al tardo pomeriggio di sabato, si dividerà in tre diversi step operativi, seguendo i modelli teorici del problem solving.
Nella prima fase verranno analizzati i punti di criticità, i deficit fisiologici e patologici delle diverse realtà che richiedono un intervento da parte dell’istituzione comunale e della Pubblica Amministrazione, il contesto imprenditoriale e quello commerciale.
Poi sarà la volta del brainstorming, ovvero la fase creativa che, dopo il confronto, vedrà fluire ed emergere in maniera del tutto libera le idee dei giovani professionisti.
Dopo un veloce break, nel pomeriggio, i network - divisi per aree di competenza - procederanno alla compilazione dei project work, cioè delle schede tecniche in cui verranno delineati nello specifico i vari progetti: processi d’intervento, eventuali spese da sostenere, tempistica, potenziali partner, contesto di riferimento, “leve” e freni di sviluppo, risultati attesi.
Le aree tematiche affrontate saranno: Finanza Innovativa; Logistica e Distribuzione Commerciale; Internazionalizzazione e Marketing; Comunicazione e Identità della Città; Innovazione e Imprenditorialità; Etica e Responsabilità Sociale.
Quanto tempo passerà prima che sulle business card dei manager di tutto il mondo compaia l’indirizzo virtuale di Second Life dell’azienda per cui lavorano? Sicuramente è presto per dirlo, ma perché non esplorare fin d’ora un nuovo modo di fare marketing, comunicazione e impresa attraverso le incredibili e innovative risorse messe a disposizione dal mondo virtuale in 3D di Second Life?
Unconventional Security Mktg -Marketing non convenzionale
In Australia basta poco per ricordare agli automobilisti di allacciarsi le cinture di sicurezza (soprattutto quelle posteriori).
Chi non lo fa...è evidente a cosa va' incontro.
Il logo aziendale, croce e delizia dei comunicatori, che enorme peso ha sul successo o meno di una azienda. Il logo è la firma visuale della nostra azienda, agisce a livello "ultrasonico" ovvero non usa un linguaggio diretto che i nostri sensi elaborano immediatamente, ma agisce a livello inconscio sul nostro cervello attraverso appunto il linguaggio simbolico/emotivo.
Il marchio/logo è un asset strategico, elemento chiave per definire le prestazioni di un'azienda. E' una promessa che racchiude le aspettative e le idee nella mente dei clienti, rappresenta un insieme di associazioni e simboli che vengono collegati ad essa. Si tratta quindi di un concetto che oltrepassa la semplice conoscenza o fedeltà alla marca: le persone si innamorano di un brand, hanno fiducia e soprattutto credono in esso. I clienti fedeli, condividendo un mondo comune fatto di valori e di ideali, diventano gruppi, aprendo così la strada a molteplici possibilità comunicative da parte dell'azienda.
Sul ciclo di vita di un logo ci sono centinaia di discussioni e diverse correnti di pensiero: quella di coloro i quali credono che un logo debba rimanere unico ed immutato per sempre con minimi aggiustamenti ciclici allo scopo di essere in linea con i gusti estetici del periodo (ed io faccio parte di questi), e ancora la corrente di pensiero che vede nei loghi un aspetto molto dinamico dell’azienda che proprio grazie alla dinamicità ed al cambiamento che lo contraddistinguono può comunicare nel modo migliore l’azienda. Quando un’azienda, proprio per adeguarsi ai nuovi gusti estetici del periodo, modifica in maniera minima ma significativa il proprio logo si parla di rebranding, fase che molto spesso coincide anche con un riposizionamento aziendale sul mercato (nuovo target, nuove politiche di marketing) oppure un nuovo stile di comunicazione, una fase di transizione generazionale ovvero il passaggio del testimone dal fondatore ai figli etc…etc…).
Oppure il rebranding può essere caratterizzato da un intervento gestito più in profondità, con l’azzeramento totale del vecchio logo (soprattutto se particolarmente datato e brutto graficamente) e la nascita di uno nuovo. L’ultima operazione di “chirurgia plastica” su di un logo che mi ha visto impegnato è stata quella per una catena di negozi di ottica di medie dimensioni. Oltre alla realizzazione di un nuovo logo, è stata rivista e riprogettata l’intera immagine aziendale, un nuovo sito web e una campagna di comunicazione che, oltre agli strumenti di advertising tradizionale, fa largo uso del cosiddetto marketing non-convenzionale (guerriglia e street marketing).